

The Texto SMS Gratuit team
20 luglio 2026 · 9 min di lettura
Il 12 novembre 2025, l'Arcep (il regolatore francese delle comunicazioni elettroniche) ha adottato la Decisione n. 2025-2099-RDPI: una messa in mora che ordina a Réseau Optique de France (ROF) — la controllata infrastrutturale del gruppo Iliad (Free) — di completare, entro il 31 dicembre 2026, l'installazione di ogni punto di mutualizzazione necessario per coprire gli immobili che dipendono dai 93 PMGC (Points de Mutualisation de Grande Capacité — Punti di Mutualizzazione ad Alta Capacità) che gestisce, principalmente a Parigi e nelle zone urbane molto dense. Per gli abbonati alla fibra, si tratta di un dossier tecnico con conseguenze molto concrete: è proprio l'architettura PMGC dietro le connessioni fallite, i ritardi crescenti e una base di concorrenti che non può intervenire liberamente su parte della rete. Ecco cosa devi capire, e cosa cambia per te se vivi in un comune cablato da Free.
Foto: Unsplash — ogni punto di mutualizzazione è una tappa obbligata quando si collega un edificio alla fibra.
Cos'è un PMGC, e perché è un problema?
Per capire la decisione dell'Arcep, bisogna tornare all'architettura "storica" della rete in fibra nelle zone molto dense (ZTD — Parigi, Lione, Marsiglia, Lille e alcune altre grandi aree urbane). Free ha distribuito un'architettura insolita in queste zone: i Punti di Mutualizzazione ad Alta Capacità sono installati all'interno degli NRO di Free (Centrali Ottiche Locali), anziché in armadi stradali facilmente accessibili come vorrebbe l'architettura FttH "standard".
La conseguenza tecnica: per collegare un abbonato, l'operatore al dettaglio (Orange, SFR, Bouygues Telecom, Free stessa, o un ISP alternativo) deve richiedere a ROF l'accesso al PMGC e attendere la disponibilità di un tecnico ROF. È questa dipendenza a creare la maggior parte dei problemi segnalati dall'Arcep e dagli operatori rivali.
Le carenze identificate dall'Arcep
L'indagine aperta nel 2023 (Decisione n. 2023-1296-RDPI) ed estesa nel 2024 (Decisione n. 2024-2502-RDPI) ha portato alla luce malfunzionamenti sistemici sulla rete ROF:
- Un tasso medio di fallimento del 37% sulle connessioni sull'infrastruttura PMGC di ROF, nel periodo giugno 2023 - giugno 2025 (45% sulle linee da costruire, 24% sulle linee esistenti).
- Impossibilità per i tecnici terzi di accedere autonomamente ai locali PMGC, anche se questo è uno dei principi fondanti dell'architettura FttH condivisa.
- Circa il 70% di ritardo rispetto al piano di trasformazione strutturale iniziale a cui ROF si era impegnata.
- Sospensione parziale delle vendite da parte di Orange e Bouygues Telecom su alcuni PMGC, un segno che la situazione era diventata insostenibile per i concorrenti.
Per mettere queste cifre in prospettiva, il tasso nazionale di fallimento delle connessioni FttH nella Francia metropolitana si attestava al 5,88% a settembre 2025 (secondo il 7° osservatorio Arcep sulla qualità delle reti in fibra) — un livello già considerato elevato. Sulla rete ROF, il tasso è quindi sei volte più alto della media nazionale.
Cosa impone la messa in mora a ROF
L'Articolo L. 36-11 del Codice Postale e delle Comunicazioni Elettroniche francese (CPCE) permette all'Arcep di emettere messe in mora quando un operatore non rispetta i propri obblighi. In questa decisione, il regolatore ordina a ROF di:
- Finalizzare, entro il 31 dicembre 2026, l'installazione di ogni punto di mutualizzazione necessario per coprire gli immobili che dipendono dai 93 PMGC identificati.
- Garantire agli operatori terzi un accesso effettivo a quei punti di mutualizzazione, in modo che possano intervenire autonomamente.
- Inviare all'Arcep rapporti di avanzamento regolari sui lavori di costruzione.
Il calendario che ROF stessa ha annunciato prevede il completamento entro metà 2026 per le ZTD (zone molto dense, incluso il centro di Parigi) ed entro fine 2026 per le ZMD (zone meno dense). La messa in mora rende questo calendario giuridicamente vincolante: se non viene rispettato, ROF affronta una procedura sanzionatoria che può arrivare a una multa di diversi milioni di euro e, come ultima risorsa, un ritiro temporaneo delle assegnazioni di risorse (blocchi di numerazione o blocchi di spettro).
Perché l'Arcep prende di mira specificamente i PMGC
Nel modello FttH "standard" — quello che si trova nelle zone meno dense, rurali, o AMII/AMEL — il punto di mutualizzazione si trova in un armadio stradale, accessibile con badge ai tecnici di ogni operatore. Un cliente Orange che vuole essere collegato in un comune rurale della Bretagna viene cablato da un tecnico mandatario, senza dipendere da un intervento specifico dell'operatore infrastrutturale.
A Parigi e nelle grandi città, l'architettura PMGC sfida questo principio: il punto di mutualizzazione si trova nei locali di Free, e Free decide chi entra e quando. Per l'Arcep, è una violazione della mutualizzazione — uno dei pilastri del modello FttH francese. È anche una barriera alla concorrenza: un cliente che vuole lasciare Free per un altro fornitore FttH rischia di vedere la propria connessione trascinarsi per settimane, perché l'accesso al PMGC è bloccato.
La messa in mora mira quindi a riportare ROF in linea con il quadro normativo e proteggere sia i consumatori che gli operatori rivali. Il calendario è serrato ma non impossibile: ROF ha già dichiarato pubblicamente la propria intenzione di migrare i suoi PMGC verso un'architettura "standard"; il regolatore rende semplicemente quel calendario applicabile.
Cosa cambia concretamente per gli abbonati
Per gli abbonati Free già collegati tramite un PMGC, la messa in mora non cambia nulla nel breve termine: la linea continua a funzionare. Ma se si verifica un guasto, i tempi di intervento potrebbero restare lunghi fino al completamento della trasformazione.
Per gli abbonati di un altro operatore (Orange, SFR, Bouygues, ISP alternativi) in attesa di una connessione in un'area coperta da un PMGC, è piuttosto una buona notizia: la messa in mora apre la strada a un ritorno alla normalità entro metà 2027. In pratica, le cose dovrebbero migliorare su tre fronti:
- Tempi di connessione più brevi: un tecnico terzo potrà intervenire senza dipendere dall'autorizzazione di ROF.
- Meno connessioni fallite: il tasso del 37% dovrebbe convergere meccanicamente verso la media nazionale (5-6%).
- Ripresa delle vendite sui PMGC dove Orange e Bouygues avevano sospeso la commercializzazione.
Per i futuri abbonati in un edificio cablato tramite un PMGC, è un segnale positivo ma che deve essere confermato: bisognerà attendere il completamento dei lavori entro metà 2026 / fine 2026 e probabilmente una prima revisione dell'Arcep all'inizio del 2027 per sapere se la trasformazione ha effettivamente risolto i problemi.
E per gli SMS?
L'argomento può sembrare lontano dall'invio di SMS, ma lo è meno di quanto sembri: un abbonato il cui box o router 4G/5G è fuori servizio perché la sua connessione in fibra si è trascinata per settimane è anche un abbonato che non può più ricevere SMS di allerta (FR-Alert, avvisi degli operatori) tramite servizi basati su IP. È anche un utente web che ricade sul proprio piano mobile — e che potenzialmente consuma il proprio credito dati.
Per un servizio come il nostro, che si basa su numeri francesi e sulla qualità della rete per consegnare i suoi messaggi, il miglioramento della qualità dell'FttH è indirettamente rilevante: meno interruzioni della fibra significa più possibilità che l'SMS raggiunga un destinatario che lo legge davvero. Come abbiamo già discusso nel nostro articolo sull'osservatorio Arcep sulla qualità delle reti in fibra, il margine di miglioramento è reale, in particolare sulle reti gestite da Iliad.
Per gli utenti che continuano a incontrare problemi di connessione in fibra, il riflesso giusto resta lo stesso:
- Testare l'idoneità sul sito dell'Arcep (mappa di distribuzione della fibra) e sui siti degli operatori al dettaglio.
- Segnalare una connessione fallita sulla piattaforma "J'alerte l'Arcep" — ogni segnalazione documentata alimenta il monitoraggio del regolatore sull'operatore infrastrutturale.
- Come ultima risorsa, richiedere una mediazione tramite il mediatore delle comunicazioni elettroniche.
Calendario riassuntivo
| Data | Evento |
|---|---|
| 15 giugno 2023 | Decisione n. 2023-1296-RDPI: apertura dell'indagine contro Free Infrastructure (ora ROF) |
| 12 novembre 2024 | Decisione n. 2024-2502-RDPI: messa in mora sulla completezza delle distribuzioni in fibra |
| 12 novembre 2025 | Decisione n. 2025-2099-RDPI: messa in mora per completare i 93 PMGC entro fine 2026 |
| 7 maggio 2025 | L'Arcep pubblica diverse messe in mora sull'obbligo di completezza della distribuzione della fibra |
| Metà 2026 | Fine dei lavori annunciata da ROF per le ZTD (Parigi, grandi città) |
| 31 dicembre 2026 | Scadenza fissata dalla messa in mora: completamento dei PMGC |
| 2027 | Revisione dell'Arcep, possibile procedura sanzionatoria se la scadenza non viene rispettata |
| Prossimamente | Revisione dell'Arcep della trasformazione effettiva dei PMGC |
Per seguire i progressi di questo dossier, puoi consultare la pagina "Date chiave della fibra" dell'Arcep, e per qualsiasi domanda pratica sull'invio di SMS, le nostre FAQ o la pagina di contatto.
Foto: Unsplash — dietro ogni connessione in fibra riuscita, tecnici che devono poter accedere liberamente ai punti di mutualizzazione.
In sintesi: con un tasso di fallimento delle connessioni sei volte superiore alla media nazionale e un ritardo del 70% sul proprio piano di trasformazione, Réseau Optique de France (controllata di Iliad/Free) non aveva più scelta: l'Arcep ha trasformato il suo calendario interno in una scadenza giuridicamente vincolante, il 31 dicembre 2026. Per gli abbonati dell'area parigina e delle zone molto dense cablate da Free, è la speranza di connessioni finalmente rapide, di un mercato concorrenziale che può intervenire liberamente, e di una qualità del servizio finalmente allineata con il resto del paese. Per ROF, è un ultimatum: il 1° gennaio 2027, il regolatore deciderà se l'impegno è stato rispettato.



